Viterbo – Mi ha violentata, segregata in casa e rotto un timpano

L’avrebbe violentata e segregata in casa. Riempita di botte, al punto da romperle timpano e denti. Vittima la sua convivente, una donna romena che aveva iniziato a frequentare dopo aver lasciato la compagna. Il fidanzamento prima e minacce di morte, schiaffi e pugni poi. E anche violenze sessuali. L’uomo, un taglialegna di un paese della provincia, è ora a processo

In aula il drammatico racconto della vittima.

Ci hanno presentato alcuni amici che avevamo in comune. Ci siamo conosciuti e dopo un paio di mesi siamo andati a vivere insieme. Ma l’inferno, per me, è iniziato subito. Lui beveva. Beveva tutte le sere, in continuazione. E mi picchiava, perché era geloso. Per lui ero una troia. Mi minacciava di morte e mi riempiva di pugni nello stomaco. Una sera mi ha dato un cazzotto in testa, talmente forte da spaccarmi timpano e denti. Ma non mi ha portata in ospedale”.
L’uomo non è accusato solo di lesioni e maltrattamenti, ma anche di violenza sessuale aggravata. “Quando non volevo fare sesso, mi violentava – racconta la donna -. Mi tirava i capelli e mi costringeva ad avere i rapporti. Non protetti, e mi ha trasmesso una malattia sessuale”.

Violentata e riempita di botte, ma anche segregata in casa.
Non mi faceva uscire, non mi faceva frequentare le amiche – spiega la vittima -. Mi lasciava senza soldi, anche se lavoravo pure io. Non ho mai potuto mandare un euro in Romania, a mia madre perché lui controllava tutto. La sera usciva, andava a ubriacarsi al bar e mi chiuda in casa. Da sola, a chiave, per ore”.
Dopo quasi un anno e mezzo di convivenza, la donna trova il coraggio di chiedere aiuto.
Quella sera dovevo andare in ospedale, ma non me l’ha permesso. Avevo avuto un incidente sul lavoro in un bosco. Ero ferita e stavo male. Così ho chiamato i carabinieri a cui ho raccontato tutto il mio inferno. L’hanno fatto andare via, ma lui ha continuato a cercarmi. A chiamarmi e minacciarmi”.

 

Articolo tratto da Tusciaweb 

 

Precedente Sit-in davanti al tribunale per dire “no” alla violenza sulle donne Successivo Vergogna!!!! riforma del codice penale, approvata il 14 giugno 2017