Sit-in davanti al tribunale per dire “no” alla violenza sulle donne

Viterbo – (sil.co) – “Giù le mani dalle donne”, si legge sui cartelli realizzati a mano, colorati come quelli realizzati a scuola dai bambini e scossi dal vento dispettoso che per tutta la mattinata di ieri ha spazzato il piazzale del tribunale del Riello. Ma sono ferme e salde le mani delle donne che li sostengono. Sono venute apposta da Orvieto a Viterbo per manifestare con un sit-in contro la violenza sulle donne. “La violenza non ha giustificazione”, è scritto a pennarello su un fondo verde speranza.Sono le attiviste del centro antiviolenza “L’Albero di Antonia”, un centro d’ascolto sorto sulla Rupe nel 2010, che collabora con una struttura di accoglienza per donne e minori di Narni.Davanti al palagiustizia di via Falcone e Borsellino per protestare contro le lungaggini di un processo per violenza sessuale su minori, la cui vittima aveva 13 anni quando è stata abusata. “Adesso ha venti anni – spiegano – ed è ancora in attesa di giustizia”. “Siamo venute a portare la nostra solidarietà alla vittima, che ha dovuto subire più interrogatori, convivere con il trauma terribile degli abusi che ha subito, ma ancora non sa quando finirà questo supplizio”, hanno spiegato le manifestanti. Otto volte “no” si legge sul cartello più grande, lungo e fissato a un’asta, come fosse una bandiera: “No processi alle vittime, ma condanne agli stupratori”. L’imputato è un italiano, un viterbese, difeso dall’avvocato Vlasta Schiavo. Ieri sono stati sentiti dal collegio cinque testimoni. Era il giorno dell’accusa e delle parti civili. Per la fine del processo ci vorrà tempo. Devono essere ancora sentiti l’imputato e i testimoni della difesa. I fatti risalgono al 2011.Una vicenda estremamente delicata. Titolare dell’inchiesta il pm Fabrizio Tucci. Il dibattimento, come sempre quando sono coinvolti dei minori, si tiene rigorosamente a porte chiuse. “Non ci sono particolari piccanti, non c’è nessuna storia da raccontare – hanno sottolineato le donne dell’Albero di Antonia – vogliamo solo portare la nostra solidarietà alla vittima. Per dire ancora una volta no alla violenza”.Una sola la morale, “Quando dico no è no” e “Quando dico sì è sì”. Sono gli ultimi due cartelli. Di sicuro si sono fatte notare e decine di persone. Donne ma anche uomini. Le hanno avvicinate per sapere, e hanno saputo cosa stessero facendo. 

Centro antiviolenza "L'Albero di Antonia" di Orvieto Centro antiviolenza "L'Albero di Antonia" di Orvieto

tratto dal giornale on line TusciaWeb

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